Pokémon GO: quando un gioco supera il semplice divertimento

Pokémon GO ha raccolto un livello d’interesse mai visto in un gioco per dispositivi portatili, che ha raggiunto livelli stratosferici addirittura prima della sua pubblicazione. Ad oggi, il gioco sviluppato da Niantic e basato sull’omonimo universo dei pokémon di Satoshi Tajiri, conta oltre 65 milioni di download, con un’utenza attiva pari a circa la metà.
Il gioco, senza ombra di dubbio, offre livelli videoludici diversi dal solito, accompagnando il giocatore in una lunga avventura – ispirata alla stessa della serie animata – alla ricerca dei pokémon. Oltre all’incredibile successo ottenuto fino ad ora, però, Pokémon GO sta generando anche numerose polemiche, legate a diversi aspetti del gioco e ai giocatori. Tra chi accusa il gioco per essere poco protettivo per la privacy a chi lo utilizza in modo sconsiderato, di seguito sono approfonditi i maggiori problemi legati al gioco.

Pericolo per se stessi e per gli altri

Il desiderio di completare il cosiddetto pokédex, ossia il database completo di tutti i pokémon, spinge i giocatori di tutto il mondo a stare sempre con lo smartphone tra le mani, anche quando non è consentito dalla legge. Un’esempio tangibile, infatti, arriva direttamente dall’Italia, dove in Campania si è consumato il primo incidente causato dall’incessante desiderio di catturare i pokémon. Anche in altre parti del mondo poi, Stati Uniti in primis, il numero di incidenti causati dall’opera di Niantic è in costante aumento e sui social non si fa altro che parlarne.
Per fronteggiare questo problema, quindi, oltre ad applicare multe abbastanza salate, gli organi di polizia di tutte le nazioni coinvolte stanno studiando come fronteggiare il problema. Ad esempio, la polizia torinese ha annunciato tolleranza zero contro chi utilizza il gioco mentre è alla guida, con la sospensione immediata della patente.

Una minaccia alla propria Privacy

Un’altro aspetto preso in considerazione da Adam Reeve, analista di sicurezza, e che accomuna tutti i videogiocatori è la sicurezza della propria privacy. Per registrarsi al gioco, infatti, il giocatore deve necessariamente inserire i propri dati personali, fra cui anche i dati sensibili per procedere agli acquisti in gioco, informazioni che vanno tutte ad arricchire il gigantesco database di Niantic. Secondo l’analista francese che ha visionato tutti i termini e condizioni del gioco, infatti, Niantic avrebbe tutto il diritto di condividere le informazioni degli iscritti a terzi, rappresentando un vero pericolo per la propria privacy.
Peggio ancora, invece, sono i numerosi cloni (se ne contano più di 150 solo sul Play Store) dell’app ufficiale, che possono facilmente trarre in inganno i meno attenti. Questi, in particolare, non solo acquisiscono illegalmente i propri dati personali, ma sfruttano anche la vulnerabilità dell’applicazione per installare virus e malware sul dispositivo.

Un problema di sicurezza nazionale

In USA, infine, un’altra vicenda legata a pokémon GO, anche se in secondo piano rispetto alle altre, fa scuotere davvero la testa. Secondo il governo statunitense, infatti, il gioco potrebbe essere sfruttato dai terroristi per compiere azioni di spionaggio nel territorio americano, rivelando loro importanti informazioni per studiare i loro attacchi.
Per lo stesso motivo, le autorità governative del Kuwait hanno addirittura proibito l’utilizzo del gioco presso gli edifici governativi e, in generale, presso i siti di interesse molto delicati.